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Sempre più precocemente escono dalla famiglia.
VITERBO31.01.2009
Nonna e nipotina Nella Tuscia aumenta il numero della donne (divorziate e single) che scelgono di vivere da sole
Tenere conto delle diversità fondamentali tra il genere maschile e quello femminile è una delle priorità dell’Unione europea affinché le singole amministrazioni locali si impegnino a considerare le esigenze degli uomini e delle donne da un punto di vista sociale e lavorativo. A Viterbo, in particolare, l’universo femminile supera, sebbene di poco, quello maschile. Secondo i dati elaborati dall’Eures risulta infatti che per ogni cento uomini, le donne siano 105,2, una cifra considerevole, inferiore nel Lazio soltanto alla Capitale ed in linea con la media nazionale (105,9).
Tuttavia se si analizzano le diverse fasce d’età, la situazione appare più eterogenea. Fino ai 44 anni, infatti, i maschi sono la maggioranza, mentre dopo questa soglia la percentuale femminile aumenta di molto fino ad arrivare alle 225,1 donne ogni cento uomini nella fascia d’età degli over
85. La motivazione che incide di più è sicuramente la maggiore aspettativa di vita del gentil sesso, seguita dal forte incremento della presenza delle donne straniere nell’area Nord del Lazio, quindi proprio nella Tuscia. Qui le straniere sono 5,2 ogni cento uomini contro le 3,2 di Latina e le 2,7 di Frosinone. Rieti rimane a metà classifica con 4,5 immigrate, mentre Roma registra l’indice più elevato di presenza femminile straniera con 151.311 donne in valori assoluti (7,2 ogni cento uomini). Le trasformazioni sociali e il progresso culturale ed economico della società attuale hanno inciso profondamente sulle scelte di vita e di realizzazione personale delle donne. La conquista della parità all’interno del nucleo familiare rappresenta una evoluzione positiva per la condizione di maggiore libertà di scelta delle donne, affermata a livello normativo ma non sempre rispettata nei singoli contesti e percorsi di vita. Lo stato civile delle donne quindi incide molto sulla loro vita lavorativa. Negli ultimi cinque anni c’è stata una forte crescita di situazioni “esterne” al matrimonio. A Viterbo le nubili sono passate dal 32,7% nel 2002 al 33,7 nel 2007. Un leggero aumento è stato riscontrato anche tra le divorziate (dall’1,1all’1,7%), mentre le vedove sono rimaste pressoché invariate (13,7% nel 2002 contro il 13,8 del 2007). Nonostante le donne sposate rappresentino sempre oltre la metà del totale, la crescita delle divorziate a Viterbo è notevole (il 3,3% in più in cinque anni) e si avvicina molto a quella nazionale. Sono tante quindi le donne che vivono da sole, o in seguito ad un divorzio o perché scelgono in età sempre più precoce di uscire dal nucleo familiare di origine. Il Lazio è una delle regioni italiane che più si distingue per una maggiore indipendenza femminile, ma è interessante notare come aumentino anche le madri single (7.929 in totale a Viterbo) che quindi oltre a vivere da sole devono fare i conti con la responsabilità di crescere un figlio. La maggior parte di queste però, 3.047 per la precisione, sono in una fascia di età tra i 45 e i 65 anni e si ipotizza che convivano con i propri figli perché questi ultimi rimandano il raggiungimento di una propria indipendenza o, al contrario, perché la madre tiene con sé il figlio per una necessità di assistenza sanitaria continua. Spesso inoltre le famiglie unipersonali e monogenitore al femminile si connotano per una maggiore fragilità economica e sociale, strettamente collegabile allo stato di solitudine, nel caso della popolazione più anziana o alle difficoltà postmatrimoniali dei separati o dei divorziati. Sebbene infatti cresca esponenzialmente il numero delle donne che scelgono autonomamente di gestire la propria vita senza l’aiuto di un uomo, non mancano esperienze di ragazze giovani o anche adulte che si trovano ad affrontare un periodo di forte difficoltà finanziaria. Il concetto di famiglia e delle possibilità di scelta da parte delle donne, come si evince chiaramente dai dati, è cambiato notevolmente nel corso dei decenni e ha permesso all’universo femminile di non essere più necessariamente legato a quello maschile e di costruirsi un’esistenza sempre più autonoma e indipendente
Francesca Buzzi
Ultimo aggiornamento (Lunedì 18 Gennaio 2010 21:14)